mercoledì 25 maggio 2011

The Real Royal Wedding

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In questi ultimi giorni ho capito che c’è ancora qualcuno che ci crede nel matrimonio. Nonostante la società, la situazione di ogni giorno di certo non semplice, la nostra classe politica che più che rappresentarci, ci rende ridicoli e fa vergognare, il futuro incerto e le poche certezza della vita in generale, c’è ancora qualcuno che ce la fa; qualcuno che riesce a inseguire un sogno, metterci l’anima per costruirlo e alla fine riuscire a vederlo realizzato e poter finalmente uscire dal tunnel e iniziare a costruire un nuovo futuro: il LORO futuro insieme.

Ovvio che, in giro per l’Italia ci sarà più di un “qualcuno” che ci crede e lo realizza, ma io non sto parlando di un qualcuno qualsiasi, ma di Andrea e Silvia: due ragazzi semplici, senza grilli per la testa ma con la semplice voglia di stare insieme.

E ora mi rivolgo ai diretti interessati: non sono brava a dimostrare quello che sento a voce, lo dovreste sapere oramai mi conoscete giusto da “qualche” anno e probabilmente avrò dato la solita impressione, cioè che del vostro momento non me ne importasse molto, che fosse uno dei tanti…in realtà non è stato così, anzi tutt’altro. Siete riusciti a darmi quel po’ di “fede” che avevo perso per strada molto tempo fa. Mi rendo conto solo ora, di quanto questo avvenimento possa aver lasciato il segno non soltanto ai diretti interessati, ma anche a coloro che l’hanno vissuto indirettamente da semplici spettatori.

Insomma, so che per alcune cose non siamo riusciti a fare ciò che avevamo programmato per problemi logistici e non, ma l’importante è che vi siate goduti quella giornata decisamente estiva e di rendere orgogliosi non solo i vostri genitori, ma anche la sottoscritta della strada che avete intrapreso insieme e dell’enorme passo che avete fatto, che non è semplice e ultimamente il suo significato viene preso troppo sottogamba.

Qui sopra ho messo la foto del matrimonio che preferisco (o magari quella che è venuta meglio tra tutte quelle che ho fatto, certo non sono come quelle di Marianna ma ognuno tira l’acqua al proprio mulino no? E di questa foto ne vado orgogliosa!!

Grazie per la bella giornata che mi avete regalato!

Vi voglio bene

venerdì 13 maggio 2011

That’s too much…I no longer have the age to do certain things

Il weekend appena trascorso mi ha decisamente lasciato senza energie. Ovviamente tutte quelle energie spese ne “the three-days-parties” sono state spese bene.

Però sono vecchia, non ho più l’età per fare certe cose!! :D E quindi, se prima recuperavo in una notte di sonno, ora si diluisce il tutto in una settimana, che ovviamente si accumula al sonno della settimana lavorativa e si sta avvicinando un altro weekend, sto giro decisamente più tranquillo (anche perchè probabilmente collasserò sul divano mooooooooooooooooooolto ma mooooooooooooolto prima della mezzanotte…), insomma è un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

E voi cari lettori avete programmi intensivi per questo weekend? ^^

 

Appena avrò voglia aggiornerò l’album delle foto del blog così potrete andare a guardare le foto di sabato scorso…:)

Tenete botta!!

Besitos

lunedì 9 maggio 2011

Alpini…

Alpini che vanno
Alpini che vengono
Alpini che ti chiedono se vuoi un passaggio sul loro furgone per arrivare fino in centro visto che il tram non passa
Alpini brilli
Alpini DOC e alpini tarocchi
Alpini che suonano nel ristorante “Tanti Auguri”
Alpini che ti danno un salame originario di Parma in segno di buon augurio
Alpini che ti offrono il vino (e ti fanno il bagno con la loro damigiana)
Alpini che vogliono avere una foto ricordo di questa serata
Alpini che ti fanno ballare e che ti fan venire voglia di ballare
Alpini che ti fanno cantare (o per lo meno li invogli a farlo!!)
Alpini che ti mettono allegria, perché nonostante siano un tantino storti a modo loro sono innocui
Alpini che si offrono di farti da scorta fino al ristorante
Alpini che ti dicono che li trovi anche su Facebook
Alpini & George Clooney
Alpini che gridano assieme a noi “…e per la sposa…hip-hip urràààà!!”
Alpini che parlano in dialetto e pretendono che tu capisca di cosa stanno parlando…
E poi ancora…tanti, tantissimi…mille milioni di Alpini…
…tutti lì,
nelle piazze, nelle vie, nei parchi,
sui carretti, sui trattori, sulle apette car smontante e montate ad hoc per far stare
damigiane di vino, tavolate di legno e panche
per poter mangiare, bere e stare in compagnia!!

Come dite? Mi chiedete se mi sposo? No, io no..ma Silvia sì…e magari l’avete anche vista in giro per strada..sì…”Miss-poso..fra 2 settimane” che spero conservi un buon ricordo della serata di sabato dal momento che era la Sua festa e che non potevamo scegliere giorno migliore per festeggiare…nonostante il delirio per raggiungere il ristorante…

mercoledì 20 aprile 2011

Pourpourrì

Oggi, mentre navigavo sul web, mi sono imbattuta in un paio di notizie curiose e, a modo loro, fanno riflettere, in particolare l’ultima della situazione a cui la nostra società ci ha portato.

Eccovi la prima:

Rapinatore scorda sul banco la carta di credito, arrestato

[ANSA] VENEZIA 20 APR - Arrestato dopo 4 mesi dalla rapina: i carabinieri lo hanno rintracciato grazie alla carta di credito che aveva sbandierato prima di razziare, assieme a un complice, gioielli per 150 mila euro. Pietro Ferrigno, 34 anni, è indagato, in concorso con un complice da identificare, per una rapina a mano armata compiuta lo scorso dicembre in una gioielleria del Vicentino. I due in un primo momento si erano finti acquirenti e, per questo, Ferrigno aveva estratto portafogli e carta di credito.

Questo signore, è decisamente un fenomeno. Viene beccato non con le mani nel sacco, ma per la sua sbadataggine: forse non aveva riguardato con attenzione le puntate di Arsenio Lupin

Ed ora la seconda, un buono spunto per riflettere:

La bambola da allattare fa infuriare i genitori americani

Si chiama The Breast Milk Baby ed è la prima bambola che si può allattare, almeno per finta. Uscita due anni fa in Spagna con il nome di Gloton Bebe - ovvero "bebé avido" - il giocattolo ora sta per sbarcare negli Usa tra le critiche dei genitori, indignati davanti alla pretesa dell’azienda produttrice di sessualizzare precocemente i propri bambini.

The Breast Milk Baby è disponibile in sei versioni, sia maschili sia femminili e di diverse etnie. Nella scatola insieme alla bambola viene venduto un kit per permettere alla bambina di vivere la vera "magia della maternità". Si deve indossare l'apposito bavaglino con dei fiori rosa posizionati nella zona in cui dovrebbero trovarsi i capezzoli di una donna adulta. Poi si avvicina la bambola al "seno" e questa comincia ad emettere dei rumori simili a quelli che fa un bambino succhiando il latte dalla propria madre. Se non gli viene fatto fare il ruttino dopo il pasto, il bambolotto inizia a piangere.

Il disgusto che trapela dai commenti in calce all’articolo sul New York Daily News è molto forte. Un lettore chiede "Perché una bambina dovrebbe imparare ad allattare prima di avere il seno? O prima ancora di essere entrata nella pubertà?2. Per molti si tratta solo di un altro esempio di come si vogliano inculcare forzatamente i comportamenti (e i quindi i consumi) da adulti nei bambini, prima ancora che questi siano pronti a capirli.

Alcuni invece trovano utile il giocattolo, ma per le ragazzine più grandi: The Breast Milk Baby infatti potrebbe incoraggiarle a fare sesso sicuro per evitare di avere gravidanze indesiderate.

Secondo l’American Chronicle "The Breast Milk Baby è semplicemente inappropriato per le ragazzine: l’allattamento è una capacità che si sviluppa naturalmente nelle donne mature".

Dennis Lewis, il portavoce dell’azienda americana produttrice, la Berjuan Toys, ha dichiarato che "L’unico scopo di The Breast Milk Baby è quello di insegnare alle bambine ad allattare un bebè, una capacità che dovranno sviluppare per far crescere i propri futuri figli sani e forti". Alcuni genitori hanno sposato la dichiarazione di Lewis, acquistando il bambolotto e ritenendolo non pericoloso. Sul sito Today show, Jennifer Langston parla di The Breast Milk Baby come di "un semplice giocattolo (anche se costa $99)", chiedendosi poi perché questa bambola sembri così oltraggiosa rispetto ad un’altra da "nutrire" con una biberon.

L’intera gamma di bambolotti è in vendita a partire da 89 dollari.

E voi, che ne pensate? Pro-bambola che aiuterebbe a responsabilizzare i vostri pargoli oppure contro la bambola che al contrario non aiuterebbe a responsabilizzare ma anzi a far l’esatto contrario?

mercoledì 13 aprile 2011

Anger never Dies

Vedi le foglie come lentamente cadono giù
Coprendo il prato verde e giallo
come prova di ciò che è stato e quello che verrà
Godendo le nebbiose luci dell’alba
non è sufficiente provare e non riuscire

La rabbia non muore mai
E’ parte della vita
E’ parte di te
Alla fine cesserà il fuoco
E ci farà accettare
Che tendiamo a perdere

Guarda le lacrime come cadono lentamente
Coprendo chi crede in vuote promesse
Come prova di ciò che è stato e ciò che sarà
L’alcool ci mette entrambi a dormire
non è sufficiente per provare e non riuscire

Questa è la traduzione della recentissima canzone degli Hooverphonic, gruppo di ottima musica che i più ricorderanno per la famosissima Mad About You. Ora il gruppo si aggiorna e cambia la dolce fanciulla che da voce al nuovo singolo 
Anger Never Dies.

Mi ha catturato la melodia di questa canzone. Un motivetto quasi familiare. Appena percepisco le 5 note di violino mi tornano in mente le colonne sonore dei film di James Bond. Ma non voglio parlare di questo, semmai dello spunto di riflessione che questo testo mi ha scatenato.

La rabbia, quanta ne serba l’intero mondo. Celata da un falso profilo, da una falsa quiete, forse percepita da quella parte di primo mondo che accende la televisione e guarda…guarda e non capisce!

Neanche io ho capito cosa sto guardando e non saprei certo illuminare tutti voi con quattro righe di blog. Ma posso esternare le mie emozioni, quelle che a volte fanno star svegli a pensare al futuro o che ti fanno bloccare lo sguardo nel vuoto, come se non si avessero più “risorse di sistema” disponibili per asservire altre attività.
Dunque, abbiamo cinque sensi…partiamo:

Vedo: tanta gente presa in giro, tanta gente che piange, tanta gente che millanta idoli falsi e odiosi, tanta gente che non vuole combattere per migliorare se stessi e il luogo dove vivono.

Sento: traffico, rumori assordanti, urla di dolore e di litigio, grida di bambini e parole al vento, quasi a voler sprecare energia. Ma anche suoni di gioia e festosità per un’unità che poco ha a che vedere con quella di 150 anni fa!

Annuso: cattivi odori di abbandono e un mix di profumi e olezzi. Un mix di cibo, sudore e fiori ornamentali

Assaporo: i giorni che mi separano dall’ennesimo esame e traguardo della vita, le nozze! Una nuova avventura, un nuovo mondo…o forse lo stesso di prima ma percepito dall’angolo opposto, un gusto dolce e amaro allo stesso tempo, ma tutto da approfondire e gustare

Tocco: superfici poco lisce, una specie di roccia tagliente che non da appiglio a chi la vuole scalare ma lascia solo i segni sulle mani. O un punto scivoloso, dove tutto appare mosso e impossibile da fermare e fotografare!

L’altra parte di mondo, quella che non guarda la televisione, ma al contrario sta in gruppo e parla forse non sa di quello che c’è in giro e con un pizzico di fortuna contempla solo quello che la riguarda da vicino non curandosi di queste sensazioni non proprio belle, perché non ha tempo voglia e necessità di sentirsele addosso. Vive e basta!

Forse parecchio ho da imparare da quelle persone, per quello oggi sono arrabbiato! Via via vedo perdere quello spirito di gruppo a favore di un isolazionismo sempre maggiore che porta a litigare e a diffidare di chiunque!

venerdì 8 aprile 2011

Non è una barzelletta...

...ma questa ve la devo proprio raccontare. Un mio collega è andato dai Carabinieri a fare la denuncia perché qualche furbone gli ha rigato la macchina.

Scena: lui, la ragazza di lui e il Carabiniere seduto alla scrivania.

C: che macchina è?

F: una Mini One

C: (ci pensa un po') .... Mini... (scimmia che batte i coperchi...altri 10 minuti a pensare) ma come si scrive one?

F: (interdetto...non sa se ridere o piangere) O - N - E

C: (ci pensa altri 10 minuti...) ma con l'H?

F: ......

mercoledì 23 marzo 2011

Destination Anywhere..

…name the place and I’ll be there…

Stamattina in ufficio, tra un discorso e l’ascolto di Radio Deejay, è uscito fuori non ricordo nemmeno come, il discorso Spagna. E mi è ritornato in mente le mie due visite alla meravigliosa città di Barcellona. E ogni volta che ne sento parlare o sento persone che vanno a visitarla, è come se sentissi gli occhi illuminarsi e i ricordi di quei giorni mi ritornano alla mente e ogni volta sento il bisogno di ritornarci, ogni volta scopri un pezzetto nuovo di quella città, dei suoi abitanti, della loro lingua e dei loro usi e costumi. E’ ovvio che, in questo momento mi stanno succedendo cose positive e belle, però se a Barcellona mi fosse offerta la possibilità di avere il lavoro della vita servita su un piatto d’argento, sarebbe veramente difficile dire di no. Sarebbe l’unico posto in cui potrei andarci a vivere e non sentire la mancanza di Torino. Una piccola immagine per ricordare quei bei momenti :)

 

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